
Non sono Buddista, anche se sono andata a qualche "Zetan Kai" vicino casa accompagnata da mie amiche, e l'esperienza, sono pronta a confermarlo anche sotto tortura, è stata bellissima! Inoltre NAM MIHO RENGHE KIO non ha niente a che vedere con i monaci buddisti birmani, però questa frase nei momenti di vera difficoltà l'ho ripetuta e mi ha aiutata, ed è anche l'unica cosa che mi è venuta in mente quando ho saputo che i monaci birmani erano scesi in piazza contro il regime militare.
Non voglio fare discorsi buonisti, non è proprio da me, perciò non scriverò che sono attanagliata dal terrore per questi uomini coraggiosi, perché non lo sono. La mia vita di bianca, occidentale, privilegiata prosegue anche in questi giorni terribili, però non posso neppure nascondere la testa sotto la sabbia, postare una nuova ricetta e fare finta che non sia turbata per quanto sta accadendo.
In Thailandia sono stata ogni giorno in contatto con i monaci buddisti, uomini meravigliosi, ricchi più dei re, e una parte del mio cuore è rimasta lì con loro. Penso ogni giorno ai monaci del Myhanmar, ed a tutte le vittime delle guerre, e volevo condividere questo mio pensiero con altri... spero di non essere andata fuori tema, come facevo sempre al liceo....
Dedico ai puri di cuore questo semplice dolce... è una ricetta Thai, ma credo si mangi anche in Birmania. E' talmente sciocca che non si dovrebbe neanche chiamare ricetta, ma rimane uno dei miei dolci preferiti!
RISO AL COCCO
- 200 gr di riso aromatico thailandese (va bene anche il basmati)
- 1 lattina di crema di cocco
- 1 cucchiaio di zucchero di rocca (facoltativo)
- 1 pizzico di sale
In un contenitore misurato segnare il livello del riso, sciacquarlo per bene e poi, ben scolato, metterlo in una risiera (una pentola orientale elettrica, creata per la cottura del riso). Nello stesso contenitore misurato, mettere la crema di cocco, lo zucchero e il pizzico di sale, ed aggiungere acqua fino a doppiare il livello del riso (la proporzione per la cottura del riso orientale è sempre: 1 parte di riso 2 parti di acqua) mescolare per bene tutto e versare lo sciroppo nella risiera. Chiudere il coperchio, schiacciare il tasto di accensione ed attendere che il cestello del riso risalga. Durante la cottura, non alzare mail il coperchio, e men che mai mescolare il riso. Dopo 15-18 minuti, il riso è pronto. Se non avete la risiera elettrica, potete mettere tutto in un tegame di alluminio e lasciarla cuocere sui fornelli tradizionali a fuoco bassissimo, senza cmq mai togliere il coperchio (per essere sicuri che il riso non si attacchi alla pentola ungetela per bene prima di mettere gli ingredienti). Il riso sarà pronto, quando non ci sarà più liquido di cottura, e risulterà ben addensato, compatto ma non sfatto.
Questo dolce, povero, ma ottimo, può essere servito in piccole ciotole, e mangiato caldo (possibilmente con le bacchette). In alternativa, si possono ricavare dei quadratini che verranno conservati in frigorifero e consumati entro 3 o 4 giorni, magari come conclusione di in un pic nic.
In Thailandia lo si può mangiare nel ristorante lussuoso, come nella bancarella per la strada. In ciotola, avvolto in foglie di banano, o dentro canne di bambu' giovane.